{"id":419,"date":"2022-03-03T11:41:48","date_gmt":"2022-03-03T11:41:48","guid":{"rendered":"https:\/\/pinadellarossa.it\/?page_id=419"},"modified":"2026-05-27T09:07:24","modified_gmt":"2026-05-27T09:07:24","slug":"alessandro-iacobelli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/pinadellarossa.it\/?page_id=419","title":{"rendered":"Alessandro Iacobelli"},"content":{"rendered":"<p>DOPO LA BATTAGLIA\u201d UN SUCCESSO PER L\u2019ARTISTA PINA DELLA ROSSA!<\/p>\n<p>Entusiasmo e soddisfazione al PAN per la mostra fotografica dell\u201fartista Pina Della Rossa. \u201cDopo la battaglia\u201d, questo il titolo della personale che ha fatto tappa a Palazzo Roccella dall\u201f8 al 26 maggio 2013, \u00e8 una raccolta di opere in cui si evidenzia il dialogo intenso tra due mezzi di rappresentazione, la pittura e la fotografia. Nei suoi lavori, sia quando colgono l\u201fattimo fuggente, sia quando i soggetti vengono \u201ccostruiti\u201d, emergono con forza l\u201faspetto cromatico mai casuale e la cura appassionata per la composizione. Proprio la relazione di linguaggi diversi all\u201finterno della stessa immagine portano lo spettatore a interrogarsi se Pina Della Rossa sia una fotografa che dipinge o una pittrice che fotografa. Docente di Storia dell\u201fArte, passa dall\u201fespressionismo, <br \/>all\u201finformale, raggiungendo la sua massima espressivit\u00e0 con lo spazialismo, evidenziato soprattutto attraverso la fotografia. Tuttavia, mentre l\u201ficonografia del nostro tempo si rif\u00e0 alle figure generate dal cinema, dalla pubblicit\u00e0, dalle immagini di sintesi della computer grafica, lei si distacca volontariamente dal processo di assimilazione iconica, restituendoci un ideale ritorno alla pittura.<br \/>La sua \u00e8 una fotografia di dettagli, di immagini pittoriche, metaforiche, sintetiche, scattate in solitudine, guardandosi intorno con occhio ispirato e partecipe. Dopo aver esposto le sue opere in numerose mostre nazionali e internazionali, presso enti pubblici e privati, in musei e in archivi di arte contemporanea, finalmente giunge nel luogo che l\u201fha vista nascere, formarsi e affermarsi a livello personale e professionale. Ed \u00e8 proprio qui che noi de \u201cLo Strillo\u201d l\u201fabbiamo incontrata.<br \/>Leggendo la sua biografia si evince che la sua passione per l\u2019arte nasce sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. In tal senso, cosa conta di pi\u00f9, il talento o la formazione?<br \/>Il talento \u00e8 sicuramente un qualcosa di innato, ma la sperimentazione e la ricerca sono <br \/>fondamentali. Sono l\u201falimento di cui il talento si nutre, assieme all\u201fimpegno, all\u201fapplicazione, alla dedizione. Ogni lavoro, ogni opera d\u201earte, ha alle spalle uno studio approfondito e dettagliato. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile generare un lavoro che unisca alla tecnica la riflessione e l\u201fanalisi.<br \/>Cosa rappresenta per lei l\u2019arte, e perch\u00e9 si \u00e8 soffermata sulla fotografia?<br \/>Attraverso i miei scatti esprimo e cerco di evocare emozioni, stimolando lo spettatore a non soffermarsi sulle apparenze, ma piuttosto a entrare in profondit\u00e0 nelle cose, a guardare oltre. Anche in se stesso, partendo dal reale per giungere ad una dimensione dell\u201fanima. La mia ricerca inizia con la fotografia del sociale, cominciai a osservare la fatica , la costruzione, il lavoro degli operai nei cantieri e proprio da l\u00ec deriva, nelle mie opere, l\u201futilizzo di materiali poveri come lamiere, ferri e cemento. L\u201fintento \u00e8 di dare valore e dignit\u00e0 a tutto quanto pu\u00f2 sembrare apparentemente privo di significato. <br \/>Da cosa deriva il titolo della sua mostra, \u201cDopo la battaglia\u201d?<br \/>In questo caso l\u201favventura artistica s\u201fintreccia con l\u201fesperienza autobiografica. Da una parte, infatti, mi riferisco all\u201faffermazione, dopo anni di ricerca, di una nuova forma d\u201farte in cui fotografia e pittura diventano inscindibili, quasi tridimensionali, attraverso uno studio del rilievo e del senso cromatico. Ma la \u201cbattaglia\u201d ha anche un significato sociale, espressione delle difficolt\u00e0 che noi donne siamo costrette ad affrontare quando restiamo sole. Sole nel portare avanti una famiglia, sole nel gestire al meglio la vita lavorativa, sole e senza amore. Tuttavia voglio dimostrare che rialzarsi \u00e8 <br \/>possibile, ecco perch\u00e9 il muro e le radici. Il muro che frena una libert\u00e0 che ha voglia di contaminarsi nella tempesta della vita, all\u201finterno di un dinamismo instabile in cui tutto nasce e ritorna, alimentato di radici viventi che vi penetrano quasi a rigenerarne lo stato. Il rosso che dirompe sotto l\u201feffetto dell\u201fespansione e della forza, alternandosi al blu della quiete e del silenzio ed al verde dell\u201fenergia della tensione interiore. Profili che emergono dalle muffe di un muro scrostato, dalle ragnatele intessute di rami secchi, dalle ruggini di inferriate che cingono terre senza nome o finestre sprofondate nel buio, dalle crepe nel legno di porte ostinatamente serrate, chiuse su memorie passate, ricordi lacerati, parole senza appello. Eppure, alla fine, le radici, forza della natura, <br \/>riprendono il sopravvento sugli ostacoli posti dall\u201favidit\u00e0 e dall\u201fegoismo umano.<br \/>C\u2019\u00e8 qualcuno che si sente di ringraziare?<br \/>E\u201f un dovere, ma soprattutto un piacere, rendere omaggio al maestro Mimmo Jodice, cui va il merito di avermi trasmesso non solo le tecniche, ma soprattutto la passione e l\u201femozione per una fotografia \u201csentita\u201dcome mezzo creativo e innovativo. E poi la galleria Area 24 Space, che ha coordinato in modo esemplare, con intensit\u00e0 e qualit\u00e0, ogni dettaglio di questo evento, assieme ai quattro critici che hanno scritto per me i testi in catalogo: Mario Franco, Marco di Mauro, Assunta Pagliuca e Alessandra Pacelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOPO LA BATTAGLIA\u201d UN SUCCESSO PER L\u2019ARTISTA PINA DELLA ROSSA! 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